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Monterano, borgo fantasma e set cinematografico

Da poco più di un mese non siamo più in due nella vita e, di conseguenza, a viaggiare. Essere madre ha sconvolto la mia esistenza: è una sensazione bellissima, quasi perfetta, ma allo stesso tempo, completamente totalizzante. Qualsiasi cosa faccio e penso, so che mio figlio viene prima ed è il centro della mia nuova vita. Proprio per questo, fin dal primo momento in cui ho scoperto di essere incinta, ho iniziato a preoccuparmi per la mia grande passione: i viaggi. Riuscirò a conciliare tutto? Monterano è stata “una prova”, la prima gita breve in tre per testare le reazioni di mio figlio e, ancora di più, le nostre. Devo dire che, nonostante qualche piccola disorganizzazione, per essere la prima volta è andato tutto piuttosto bene, e la giornata è servita a tranquillizzarmi e a rassicurarmi sulla futura possibilità di tanti bei viaggetti in tre.

Monterano

Ma torniamo al vero oggetto del post: Monterano. Perchè borgo fantasma? La visita è una passeggiata tra le rovine dell’antica Monterano (a pochi chilometri da Canale Monterano, la città nuova), borgo abbandonato all’inizio del 1800, quando il suo abitato venne completamente distrutto ed incendiato dall’esercito francese, in seguito al rifiuto da parte degli abitanti di sottomettersi alle loro continue richieste.

Monterano

Monterano: la storia

Monterano era un luogo ricco di storia e di conseguenza di arte: fu città etrusca poi assoggettata ai romani e divenne sede episcopale ed uno dei centri più rilevanti dell’area sabatina, fino a quando potere e gran parte della popolazione vennero spostati nella vicina Bracciano. Nel 500 il feudo divenne proprietà degli Orsini ed ebbe un momento di grande fioritura artistica. La famiglia nobiliare, infatti, commissionò diverse opere ad alcuni degli artisti più importanti dell’epoca, tra cui Gian Lorenzo Bernini. Nel 1700 la popolazione venne decimata dalla malaria ed i pochi superstiti abbandonarono il borgo dopo l’incendio provocato dai francesi

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Monterano, borgo fantasma: la visita

Quel che si visita oggi sono dunque le rovine dell’Antica Monterano. La visita inizia con un acquedotto del XVII secolo, che si apre imponente alla vista del visitatore non appena raggiunto  il borgo, e continua con una bella passeggiata in un ambiente campagnolo, con  vaste pianure tra le quali spiccano i resti degli antichi palazzi del borgo e panorami sulla vallata sottostante.

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Di notevole impatto è sicuramente la Chiesa si San Bonaventura e la fontana che ne decora lo spiazzo dinanzi all’entrata principale: si tratta di un’opera del Bernini (in realtà è una copia: la fontana originale è stata spostata nell’attuale Canale Monterano) e la loro particolare collocazione, in una distesa verde enorme, le rende particolarmente suggestive.

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Da qui la visita continua lungo il circuito murario, la Chiesa di San Rocco ed il campanile della Cattedrale di Santa Maria Assunta, per poi culminare nel Castello divenuto Palazzo Baronale, a cui hanno lavorato il Bernini e Carlo Fontana. Bellissimo il leone che adorna una delle facciate: anche in questo caso si tratta di una copia dell’opera di Bernini che oggi è conservata nell’atrio del palazzo comunale di Canale Monterano.

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Monterano: il set cinematografico

Vi ricordate il covo del brigante nel film “Il Marchese Del Grillo” con il mitico Alberto Sordi? Le scene sono state girate proprio tra le rovine di Monterano. E questo è solo uno dei circa 100 film e fiction ambientati in questo luogo fin dagli anni 50. Tra questi ricordiamo Guardie e ladri (1951), Ben-Hur (1959) e Brancaleone alle crociate (1970).

Informazioni utili per visitare Monterano

Monterano dista da Roma circa 60 km (1 ora di macchina o poco più). E’ necessario parcheggiare ad 800 metri dalle rovine; potete impostare sul navigatore le seguenti coordinate per raggiungere facilmente il punto più vicino al borgo fantasma: 42.135875, 12.083258. Gli ultimi 2 chilometri di strada non sono tra i migliori ma non lasciatevi scoraggiare, sono tranquillamente percorribili con qualsiasi auto.
Da qui potrete accedere ad un sentiero sterrato, facile da percorrere; consiglio comunque di indossare scarpe da ginnastica o da trekking e di considerare che sia le scarpe che i vostri pantaloni si riempiranno di polvere!

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La visita non durerà più di un paio d’ore, passeggiando con calma e allungandosi anche alle vicine cascate (il sito è all’interno della riserva naturale di Monterano, che noi non abbiamo purtroppo avuto modo di visitare) ma è possibile portarsi da mangiare e fare un bel picnic sui prati o su uno dei tavoli delle aree attrezzate. Considerate che non sono presenti né bagni né attività commerciali, quindi dovrete portarvi acqua e qualsiasi altra cosa, oppure potete raggiungere la vicina Canale Monterano e mangiare in uno dei tanti ristoranti tipici presenti in zona.

Dove mangiare a Monterano

Vi consiglio I sapori della Maremma. Il locale è molto semplice, direi quasi rustico e senza nessuna pretesa, anzi, potrebbe quasi farvi desistere. Il cibo è però davvero ottimo: cucina casareccia molto condita, saporita e abbondante, con molte delle materie prime prodotte direttamente dagli stessi proprietari della trattoria. Prezzi bassissimi e personale davvero cordiale.

Noi abbiamo assaggiato delle Pappardelle al sugo di lepre, Pappardelle con carciofi e guanciale, Spezzatino di cinghiale e patate al forno. Tutto davvero perfetto. Peccato non aver assaggiato i dolci: la vetrina era invitante ma noi eravamo troppo pieni.

 

Se vuoi vedere altre foto delle Rovine di Monterano, ecco l’album completo!

 

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