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Fontana di Trevi: hai lanciato la tua monetina?

Non credo che Fontana di Trevi abbia bisogno di presentazioni e che esista qualcuno al mondo che non la conosca, almeno di nome. Si tratta di uno dei monumenti principali di Roma, meta indiscussa di tutti i visitatori della città eterna. Ma pochi ne conoscono la storia e ancora meno l’origine del nome.

Fontana di Trevi: perché si chiama così?

Esistono due possibili spiegazioni al nome che oggi è anche quello della piazza in cui si trova la fontana. Secondo alcuni Fontana di Trevi sorge all’incrocio di tre strade, il “regio trivii”, mentre per altri è il nome della ragazza, Trivia, che indicò la fonte a Marco Agrippa al suo rientro a Roma dopo la vittoria di Anzio.

Fontana di Trevi ieri e oggi

La fontana, oggi un vero e proprio monumento, è alimentata da uno degli acquedotti più antichi di Roma, quello dell’acqua vergine e vede la sua prima realizzazione (ben diversa da quella attuale) ai tempi dell’Imperatore Augusto e moltissimi rimaneggiamenti nel corso dei secoli.
L’opera diviene però il monumento meraviglioso che oggi noi tutti possiamo ammirare solo nel 1700. La fontana poggia su Palazzo Poli e raffigura un Oceano su un cocchio a forma di conchiglia trainato da cavalli marini, guidati da tritoni.

Non essendo io una grande appassionata di storia, preferisco non annoiarvi con i dettagli che hanno portato all’attuale realizzazione, ma per chi volesse approfondire, ecco qualche link utile:

Nel 2014 Fontana di Trevi venne svuotata per restauro e furono disposte delle passarelle che consentirono a tutti (me compresa) una nuova visuale sull’opera, un primo piano ravvicinato delle sculture che compongono il monumento.

Miti, leggende e curiosità sulla Fontana di Trevi

La leggenda più nota è sicuramente quella legata all’idea di “pozzo dei desideri”: gettando nelle sue acque una monetina si tornerà nuovamente a Roma. Si raccolgono circa 3000 euro al giorno che, dal 2006, vengono destinati alla Caritas (anche se capita spesso di vedere altre persone impegnate nel tentativo di recuperare qualche spicciolo!).

Si narra che in passato, quando l’acqua della fontana era ancora potabile, ogni ragazza attingesse con un bicchiere dalla fonte per darlo da bere al proprio fidanzato in partenza, rompendo poi il bicchiere in segno di fedeltà.

Fontana di Trevi nella cinematografia

L’immagine più famosa è tratta da La dolce vita di Federico Fellini: è il 1960 quando Marcello Mastroianni ed Anita Ekberg fanno il bagno nella Fontana di Trevi.
Il monumento era però già apparso in un film nel 1954: Tre soldi nella fontana di Jean Negulesco e comparirà poi in molti altri film tra cui Risate di Gioia di Mario Monicelli (1960), Totòtruffa 62 (1961) del mitico Totò, e Fontana di Trevi del regista Campogalliani (1964).
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