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Alla scoperta delle meraviglie del sud Italia: Bari

Marco è un gran viaggiatore, ha visitato mezzo mondo o forse anche di più. Ma oggi ha deciso di raccontarci la città meravigliosa in cui vive: Bari. 

Bari: guida alle sue meraviglie

Arrivate a Bari con qualsiasi mezzo, auto, bus, treno, aereo, nave…è comodo poiché, a parte l’aeroporto di Palese che dista solo 12 km dalla città (raggiungibile in 20 minuti a 4 euro con il treno F. SudEst), con tutti gli atri mezzi sarete nel centro della città (se venite in auto vi conviene parcheggiare oltre la stazione dalle parti di via Capruzzi per trovare le strisce bianche e quindi il parcheggio gratuito, altrimenti in centro le strisce blu costano 2 euro all’ora o in piazza Cesare Battisti vi è un parking sotterraneo nei pressi dell’università al costo di 1,50 euro all’ora oppure, nella zona vecchia della città, tra castello Svevo e Cattedrale di San Sabino vi è un largo in cui parcheggiare costa 1 euro all’ora, di solito la sosta è a pagamento dalle 8 alle 20 dei giorni feriali compresi il sabato).

Foto di Flavia Ricciuti – Flo’ in viaggio

Dopo queste piccole delucidazioni logistiche passiamo alla parte più interessante che questa terra offre.

Arrivati a Bari, per soggiornare potete scegliere uno dei tanti b&b presenti a Bari Vecchia, scelta più comoda se volete abbandonare l’auto e dedicarvi alla visita della città che si lascia volentieri e facilmente girare a piedi. Siete sui 50/60 euro a notte in bassa stagione sui 100/120 € in alta stagione per una camera doppia.

Bari è una città arabo-normanna-sveva e luogo di culto per ortodossi e russi e che risente dell’influenza sia a livello culturale che architettonico, delle varie popolazioni che la hanno conquistata nella sua ultra millenaria storia.

Raccomandabile per rendere meno faticoso e più piacevole la visita della città, è noleggiare una bicicletta in maniera da raggiungere facilmente tutti i sightseeing, soprattutto se optate di soggiornare fuori dalla città vecchia, dove i prezzi dei b&b calano drasticamente.

Bari è una città cresciuta esponenzialmente negli ultimi anni grazie alle sovvenzioni europee che nel 2000 hanno riqualificato completamente la città vecchia (prima di tale data inaccessibile per la sua pericolosità) e per via di un turismo sempre più crescente, tanto da essere inserita dalla Lonely Planet nel 2019 al 5° posto delle mete Europee da visitare e nel 2017 (insieme a tutta la Puglia), dal New York Times, come una delle 10 terre da vedere almeno una volta nella propria vita.
E’ incantevole perdersi in uno dei vicoli di Bari Vecchia, mentre tra una stradina e l’altra si può scoprire qualche chiesetta piccola e graziosa (Chiesa Del Gesù o San Marco dei Veneziani o la ex chiesa ora teatro La Vallisa), o chiese più grandi con annesso museo (Chiesa Santa Scolastica, Cattedrale di San Sabino, Chiesa di San Nicola). Durante la passeggiata, tra un negozietto e un altro, vi può capitare di vedere signore fuori la propria abitazione, preparare la tipica pasta barese “le orecchiette” o friggere la polenta per farvi assaggiare le famose sgagliozze.

Foto di Flavia Ricciuti – Flo’ in viaggio

Foto di Flavia Ricciuti – Flo’ in viaggio

Assolutamente obbligatorio è acquistare una Peroni ghiacciata in uno dei tantissimi localetti della zona, sorseggiarla seduti sotto la “colonna degli infami” in piazza Mercantile, per poi passeggiare fino a piazza Ferrarese e salire lungo la muraglia che costeggia la città vecchia e che offre un favoloso panorama sul più grande lungomare d’Italia.

Foto di Patrizia Corriero | The Story Crafter condivisa con licenza creative commons – condividi allo stesso modo

Foto di Flavia Ricciuti – Flo’ in viaggio

Foto di Flavia Ricciuti – Flo’ in viaggio

Gustare un gelato acquistato a Sandrino o Martinucci o un ottimo espressino freddo con mousse di latte accompagnato da un dolce pasticciotto e continuare la camminata sulla muraglia in direzione nord, proseguire fino a Santa Scolastica dove ammirare oltre la chiesetta, il museo archeologico, proseguire fino a largo Albicocca caratterizzata da piccoli olivi, dove nei pressi vi è la buonissima pizzeria “Dreghè”. Continuando la passeggiata vi imbatterete nella maestosa Basilica di San Nicola dove assolutamente dovete entrare per vedere la chiesa del santo protettore di Bari e la sua cripta dove vi sono le ossa di San Nicola rubate a Mida in Turchia.

San Nicola, nell’immaginario collettivo è Santa Claus, il babbo Natale con il vestito trasformato da verde a rosso dalla Coca Cola, che viene celebrato nei calendari religiosi il 6 dicembre mentre la festa patronale di Bari è 7-8-9 Maggio con il bellissimo spettacolo del corteo storico, delle bancarelle, delle frecce tricolori e della rievocazione via mare dell’arrivo delle ossa nella città pugliese.

Dopo il sacro si passa al profano della però altrettanto sacra focaccia barese da comprare presso il panificio Fiore dopo l’arco di San Nicola sulla sinistra, facilmente avvistabile a causa delle lunghe code di turisti e autoctoni. Focaccia barese che è consigliabile gustare con la mortadella o prosciutto crudo alla barese (taglio a tocchetti).
Per i cultori della cucina barese, nel locale le Uascezze si possono provare i tipici piatti locali quali i lampascioni, patate riso e cozze, cicorie e fave magari accompagnato dal pane di Altamura o dei taralli, orecchiette alle cime di rapa, la parmigiana in una trattoria con posti al coperto e all’aperto in una piazzetta dove si assiste al passeggio e allo “spettacolo folkloristico” dei barivecchiani.

Il panzerotto invece se volete provarlo, vi consiglio di lasciare la città vecchia e andare verso il quartiere Carrassi/poggiofranco dove assaggerete il gigante panzerotto di Di Cosimo.
Da provare invece il famoso panino col polpo sempre nella città vecchia presso il ristorante la Tana del Polpo o leggermente fuori, da Mastro Ciccio.

Dopo esservi leccati i baffi per le tante proposte culinarie che il capoluogo pugliese offre, potete smaltire i kg acquisiti camminando fuori dal borgo antico, direzione est per raggiungere il Castello Svevo e vedere la sua pinacoteca e le sue innumerevoli mostre. Inoltre dal castello Svevo si può accedere alla Bari Sotterranea.
La passeggiata continua su corso Vittorio Emanuele dove oltre ad ammirare la Prefettura e palazzo Fizzarotti, potete prendervi un caffè in uno dei suoi tanti bar.
Difronte a voi vi ruberà lo sguardo il teatro Margherita praticamente un teatro/palafitta sul mare e guardano verso destra il maestoso e prestigioso teatro Petruzzelli dove potete assistere ad una delle meravigliose opere, balletti o concerti. Andando verso il Petruzzelli vi imbatterete su una via dello shopping barese ossia Corso Cavour, parallela delle altre 2 più importanti arterie dello shopping e del passeggio barese ossia via Argiro e via Sparano accessibili solo da pedoni.
Proprio in via Sparano tra un negozio di lusso e un bar alla moda, avrete il naso all’insù per ammirare la bellezza di palazzo Mincuzzi.
Se siete amanti del sushi, oltre alle catene dei famosi all you can eat cinesi, potete mangiare un ottimo sushi preparato da un cuoco giapponese al Taku, alto livello ma un po’ caro. Se invece siete amanti della cucina barese di alto livello, da provare oltre i 2 Ghiottoni, c’è il Pescatore o verso il quartiere San Girolamo, potete provare le Terrazze di Santa Lucia o al lato della Fiera Del Levante (fiera che potete trovare aperta nella prima quindicina di settembre) c’è Eataly (che è anche un supermercato), questi ultimi due location offrono una bellissima terrazza con vista mare.
Allontanandosi dalla città e percorrendo via Cotugno e successivamente via Bitritto, due vie separate dalla maestosa chiesa Santa Fara, si potrà scorgere una specie di astronave atterrata alle spalle dello stabilimento della Peroni. Niente paura, è solo lo stadio San Nicola realizzato da Renzo Piano nel 1989 per i mondiali di Italia 90 che ha ospitato oltre la finale del terzo posto e la partita inaugurale dell’Argentina campione in carica, la finale di coppa Campioni, i giochi del Mediterraneo e le Universiadi. Lo stadio che purtroppo è possibile vederlo internamente solo durante le partite giocate “in casa” dall’SSC Bari.
Se invece avete voglia di rilassarvi e sorseggiare un cocktail o una birra ghiacciata guardando il mare, tappa obbligatoria è il Cirnguito e da lì, andando verso sud per 1 km, vi imbatterete nelle spiagge urbane, attrezzate con ombrelloni, lettini, campi da beach volley o soccer, docce di Pane&Pomodoro o Torre Quetta. Quest’ultima si trasforma in una vera e propria discoteca a cielo aperto grazie ai vari eventi che si alternano durante l’estate con musica dal vivo e dj set, tutto gratuito (si paga il parcheggio solo 3 euro tutta la notte o se si accede a piedi o in bici è completamente gratuito).

Foto di Flavia Ricciuti – Flo’ in viaggio

Bari è la porta all’oriente grazie al suo Santo Protettore (è anche presente nella zona di Carrassi una chiesa Russa davvero molto carina) e la sua fiera , è la terra in cui “nessuno è straniero”, è la terra di ottimo cibo, dei tanti locali che permettono di assaporare i gusti della meravigliosa terra pugliese, è una città in forte crescita che ha cancellato l’etichetta che si portava dietro un tempo. Immaginate il mio stupore quando, nell’estate del 1998, in una ricerca commissionata dalla mia docente di inglese durante la mia vacanza studio in Inghilterra, venivo mandato presso la biblioteca di Southampton per effettuare un racconto sulla propria città di appartenenza. Apro il tomo che conteneva notizie sulla città di Bari e l’incipit recitava esattamente le seguenti parole “Unless you have to take a ferry to Greece, we strictly reccomend to avoid a visit in Bari” (a meno che dobbiate prendere un traghetto per la Grecia, vi sconsigliamo fortemente di recarvi a Bari).

Foto di Maria Millarte – Around me

Vero, prima del 2000, la città vecchia era territorio per pochi, luogo per furti, scippi, dove se volevi accedere in moto, dovevi toglierti il casco poiché “se c’era qualcuno consapevole di qualche agguato, avrebbe potuto identificare te, comune cittadino ma col casco, nel possibile attentatore e quindi proteggersi preventivamente” (parole parafrasate rivoltomi da un vigile quando nell’estate del 1996 provavo ad accedere nella città vecchia in scooter con un casco integrale). Ma adesso tutto questo sembra lontano anni luce, una città con una popolazione consapevole della grande ricchezza che un turista porta sia a livello umano che economico, vi stupirete della grandissima ospitalità dei baresi, delle tante attività che la città offre (non solo culinarie), della cultura musicale e artistica in generale offerta a chi ha voglia di saziare oltre lo stomaco, anche occhi e orecchie, e come disse qualcuno “se Parigi avesse u mar, sarebbe na piccola Baar”.

Testo di Marco Medici

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