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Galeone Neptune - Foto di Maria Luisa Roncarolo

Viaggio di un padre con i suoi figli: Viareggio e Genova

Danilo ci regala il bellissimo resoconto della splendida vacanza con i suoi figli, una settimana tra Toscana e Liguria, in cerca di relax e nuove scoperte. Oggi ci porta con loro a passeggio per le vie di Viareggio e di Genova

Diario di viaggio di un padre con i suoi figli

Quest’anno è stato molto particolare a causa del Covid e non sapevo neanche se sarei potuto andare in vacanza con i miei due bambini. Sono un padre separato e ho due maschi di 9 e 12 anni a cui sto cercando di trasmettere la passione per i viaggi e la curiosità di scoprire posti e culture diverse.

La scelta del viaggio e l’organizzazione

Non è facile organizzare un viaggio da papà separato, devi essere sempre perfetto per evitarti la critiche della controparte e quindi la vacanza deve filare via liscia e senza intoppi…

…per questo sarebbe stato più facile andare in un posto e rimanere lì solo a rilassarsi ma, assieme ai pargoli invece abbiamo deciso che questa estate fosse quella giusta per vedere qualche bel posto

Mi è stato richiesto esplicitamente di vedere Firenze e Pisa e quindi ho preso la cartina e ho cercato un posto che potesse andar bene come “base” per poi girare.

Ho trovato una struttura a Marina di Massa, la distanza verso le nostre mete era accettabile e ho prenotato.

Una serata a Viareggio

Siamo arrivati di lunedì pomeriggio e l’idea che avevamo tutti e tre era di tuffarci subito nella splendida piscina 60×20 dell’hotel…dopo 400 km di viaggio era l’ideale e cosi abbiamo fatto ma già dopo la cena la nostra curiosità di vedere posti nuovi ci ha fatto salire in macchina in direzione Viareggio.

Non molti km da Marina di Massa, cercavamo dei negozi aperti, in particolare una libreria vista la passione comune per la lettura che abbiamo.

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Viareggio – Foto di Maria Luisa Roncarolo

Viareggio è stata una piccola sorpresa. Il lungomare, con la strada resa isola pedonale, le luci dei negozi, il vociare delle persone, i bambini che correvano liberi per strada giocando…un quadro tipicamente estivo…bello e rilassante…corroborato da un buonissimo gelato (per me e per Davide, mio figlio di 9 anni) mentre il mio ragazzone, Valerio, di 12 anni ha optato per una centrifuga…anche in questo che sembra un particolare irrilevante c’è invece qualcosa di importante…la volontà di provare cose diverse, di andare fuori dal classico gelato per assaggiare sapori nuovi. Non ho condiviso la scelta dei gusti della centrifuga ma a lui non l’ho detto, era così contento e non ho chiesto come quei gusti mischiati assieme potessero piacergli. Mi sono goduto il suo piacere e la sua faccia soddisfatta.

Viareggio – Foto di Serena Puosi

Alla scoperta di Genova

Dopo un giorno di total relax in hotel, mercoledì siamo partiti alla volta di Genova. Non era una meta già decisa, ne abbiamo parlato durante il viaggio verso Massa, in fondo la distanza era soltanto di 120 km dal nostro Hotel, si poteva fare e quindi mercoledì mattina, colazione e subito in macchina verso la Liguria.

Viaggio tranquillo…chiacchiere e risate, radio spenta, non si può chiedere di meglio. Bellissimo il paesaggio fuori, prima Toscana poi Liguria con il suo unico e inconfondibile scenario montano/marino e tu che sei lì e ti riempi gli occhi di tanta bellezza.

Genova ci accoglie in una mattina non del tutto soleggiata ma calda. Passiamo prima accanto al ricostruito ponte Morandi e il pensiero della tragedia accaduta ci distoglie per qualche minuto dal clima allegro della gita. Passare in luoghi in cui si sono consumate tragedie è sempre un po’ come un pugno allo stomaco. La stessa sensazione l’ho avuta a New York dopo le torri gemelle, quando sono stato a Ground Zero. Senti nell’aria la pesantezza delle anime che si sono perse in un terribile evento e non riesci quasi più a respirare al pensiero della immane sofferenza provocata da quell’evento.

L’acquario di Genova

Arriviamo al porto e in pochi minuti siamo nel dedalo di transenne per arrivare alla cassa dell’acquario. La meta, l’obiettivo che ci ha spinto ad andare a Genova è stato l’acquario, il più grande d’Europa…curiosità per tutti e tre di vederlo.

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Ingresso dell’Acquario di Genova – Foto di Maria Luisa Roncarolo

Non c’è fila, poca gente…nonostante sia luglio ma sembra un’estate anestetizzata, non usuale…questa maledetta Pandemia ha riscritto le abitudini e l’effetto si nota anche in queste situazioni dove normalmente avremmo trovato file lunghissime e che invece ci vede praticamente da soli ad acquistare i biglietti.

Entriamo e subito i nostri occhi sono riempiti dalla bellezza della natura…vasche piene di pesci coloratissimi, delfini che sembrano sfilare per farsi notare dai visitatori e meravigliose specie animali che ti fanno veramente riflettere su quanto sia varia la fauna del nostro pianeta in termini di forme e colori. C’è tutto un mondo veramente sconfinato che noi diamo per scontato quando guardiamo il mare ma che ci regala emozioni uniche. Le foche con il loro incedere lento e pigro…gli squali, minacciosi e regali per la maggior parte ma anche buffi con la loro forma curiosa…penso allo squalo sega, gli occhi non smettono di seguire il suo nuotare nella vasca mentre il cervello si chiede quanto strana sia la sua forma.

Foto di Danilo Allegrini

Pesci di ogni dimensione pieni di colori a tal punto che alcune vasche sembrano disegnate dal genio di Walt Disney e non reali, non vere.

27.000 mq in cui si cammina a bocca aperta invasi da molte emozioni…divertimento, curiosità, tenerezza e poi anche paura nel vedere i Piranhas con i loro dentini piccoli e affilati…

Ogni tanto nelle vasche spunta un sub per la ordinaria manutenzione e lì la metafora è evidente…è l’umano ad essere l’estraneo, quello di troppo e i pesci ad essere spaventati dalla presenza umana. Poi nella realtà siamo noi che li trattiamo come un qualcosa da eliminare e non portiamo alcun rispetto per la loro presenza.

Camminare (tanto) tra un padiglione e un altro è un percorso sensoriale fantastico e quando si arriva alla fine, non vorrei altro che ricominciare da capo.

Acquario di Genova – foto di Paola Bertoni

Il Galeone Neptune

Una volta usciti dall’acquario ci si imbatte nel Galeone “Neptune” ormeggiato nel porto e visitabile. E’ la riproduzione di un galeone spagnolo…imponente…il costo non è esiguo ma la maestosità del veliero affascina e non si può non visitarlo. All’interno una schiera di cannoni lungo tutto il perimetro rende l’idea della vita che si poteva fare a quel tempo. La cosa che più affascina però è stare sul ponte in alto, ammirare il porto di Genova e rendersi conto che una nave così grande, fatta soltanto di legno, solcava gli oceani in ogni condizione, piena di marinai e pronta a dirigersi in ogni capo del globo in cerca di tesori. Un tuffo nel magico mondo dei pirati, veramente suggestivo.

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Galeone Neptune – Foto di Maria Luisa Roncarolo

A pranzo con le tipiche trofie al pesto e la focaccia!

Terminata anche la visita al galeone il richiamo di Genova e delle sue prelibatezze è forte per cui ci dirigiamo in un’osteria del porto, pochi coperti, molto basica. Ordiniamo neanche a dirlo Trofie al pesto e ci tuffiamo in una delizia vera…sarà lo scenario, sarà la stanchezza e la fame ma quel piatto di pasta tipica ci è sembrato il più buono mai mangiato.

Terminato il pranzo, su indicazione del ristoratore andiamo a scovare un negozio di pesto artigianale per riportarcelo nella capitale. Entriamo in una sorta di boutique del pesto dove il prodotto tipico è declinato in ogni forma. Vasetti, ampolle, bottiglie, caramelle…ogni possibile leccornia è esposta ed è al pesto.

Riportiamo un po’ di souvenir per gli amici e prima di tornarcene in quel di Massa, facciamo una capatina ad un forno…perché non sei stato a Genova se non provi la tipica focaccia genovese.

Ne prendiamo di 3 tipi: classica, alla cipolla e con i wurstel sopra (si lo so, ma Davide ama i wurstel e sta in vacanza anche lui quindi lo accontento anche se non sono della sua opinone).

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Focaccia Ligure – Foto di Maria Luisa Roncarolo

Focaccia di Genova – Foto di Paola Bertoni

Dire che sono deliziose non rende l’idea di quanto il sapore esalti il nostro palato. Avremmo voluto portarci kg di focacce ma non era il caso, quindi soddisfatti cmq ce ne saliamo in auto per tornare al nostro Hotel.

Riflessioni di fine giornata

Genova è una città particolare ma devo dire che ci ha offerto una giornata intensa e molto soddisfacente. Abbiamo nutrito di bellezza i nostri occhi e di ottimo cibo il nostro stomaco.

Torniamo verso il nostro hotel a Marina di Massa, passiamo accanto al vecchio ponte Morandi, ora ponte S.Giorgio e restiamo un po’ in silenzio…perché in realtà non c’è molto che si possa dire quando passi accanto ad un luogo di una tragedia quindi passiamo, guardiamo il ponte ricostruito e ci sentiamo fortunati a vivere la nostra vita a poter girare liberamente e godersi una vacanza. Non sono riflessioni banali ma necessarie da fare con dei bambini per fargli apprezzare ancora di più quanto hanno, quanto sia importante apprezzare ogni singolo momento della vita.

Torniamo nella struttura e ci concediamo un’oretta di piscina per rilassare i nostri piedi fumanti dal tanto camminare in quel di Genova

Stanchi ma soddisfatti, vedere i tuoi figli così entusiasti nel girare, nel vedere posti nuovi è una grande soddisfazione da padre. Non è ciò che gli regali materialmente ma ciò che gli trasmetti emotivamente a fare di te un buon genitore.

Andiamo a letto presto, siamo sfiniti e il giorno dopo ci aspetta Pisa e la sua torre.

 

Testo di Danilo Allegrini

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2 commenti

  1. Genova ha davvero molto da offrire ai turisti, è una città decisamente sottovalutata. Personalmente ho già in programma di tornare con mio figlio ora che ha l’età giusta per godersi l’Acquario e le altre attrazioni 🙂

    • Hai ragione, io ci sono stata “da giovane” 😀 e vorrei tornare quando i miei bambini avranno l’età giusta! E’ sicuramente una meta perfetta per chi ha figli!

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