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Tikal: un paradiso Maya nella giungla del Guatemala

Ci sono posti, nel mondo, che sono inspiegabilmente poco conosciuti eppure offrono un patrimonio culturale ed uno spettacolo naturale unici: Tikal, in Guatemala, è uno di questi. La più estesa delle antiche città in rovina della civiltà Maya si trova a circa un’ora e mezza di macchina dal confine con il Belize, nel mezzo della jungla, offrendo uno spettacolo straordinario.

Sempre alla ricerca di avventure e viaggi poco ordinari, abbiamo quindi deciso di arrivare a Tikal passando la frontiera dal lato del Belize, cosa non proprio semplicissima per via delle tante formalità doganali richieste. Il primo consiglio a tal riguardo, infatti, è di valutare con attenzione se viaggiare con la propria auto o prendere un taxi. Noi, alla fine, abbiamo optato per la seconda soluzione: il primo problema, infatti, è che per il Guatemala le compagnie di autonoleggio chiedono coperture assicurative aggiuntive e non proprio economiche.

Ad ogni modo, passato il confine tra Belize e Guatemala a piedi, abbiamo iniziato la ricerca del taxi: trattare è fondamentale ma, in ogni caso, difficilmente si trova un passaggio per Tikal, con taxi privato, a meno di 50 euro. Già, gli euro, un altro problema: in linea di massima non li accettano o comunque li cambiano con un tasso molto svantaggioso e lontano da quello ufficiale.

Detto ciò, in un paio di ore scarse (incluse un paio di soste) siamo arrivati a Tikal. La sistemazione, nel Tikal Lodge, è stata una scelta indovinatissima perché, oltre al comfort delle camere, eravamo praticamente attaccati all’ingresso del sito archeologico.

La visita di Tikal richiede sicuramente una giornata ed una buona resistenza fisica: l’area infatti è molto estesa e si può girare esclusivamente a piedi. Lo spettacolo è, però, davvero mozzafiato. Come sempre, non mi dilungo nella descrizione storica del sito, per il quale ci sono tantissimi scritti e riferimenti su internet, ma sulla sua bellezza, dal punto di vista naturalistico. Camminare per Tikal, nella pace, tranquillità e silenzio del sito, è un’esperienza da provare assolutamente. Passare nei viali secondari tra la vegetazione per poi trovarsi di fronte un tempio di 20 metri che svetta nel verde, è qualcosa di incredibile.

C’è, poi, una possibilità (assolutamente consigliata) di vivere Tikal come pochi: andare a vedere l’alba…Solitamente l’appuntamento è alle 3.30 del mattino in modo tale che, tra la colazione ed il tempo necessario per raggiungere il tempio grande a piedi, si sia certi di arrivare e sistemarsi in cima per le 5-5.30. La fortuna gioca un ruolo fondamentale perché non tutte le albe hanno lo stesso fascino ma, qualora la buona sorte sia dalla vostra parte, lo spettacolo è straordinario…

(Testo e foto di Sabino Sernia)

4 commenti

  1. wow ma che meraviglia!! Spero di andarci un giorno 😀

  2. Ho un ricordo pazzesco di Tikal nel cuore. Un’alba che non scorderò mai.

  3. Non li conoscevo questi monumenti. Quando penso ai Maya, viene in mente solo Messico, ma anche questi sono altrettanto belli.

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