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Primo viaggio negli States: tra aerei, spazio, animali antichi e moderni

Giorno 7 (25 Ottobre 2012)

Oggi Alberto si sente un po’ meglio, ancora è debole e febbricitante e certo il tempo un po’ grigio non aiuta. Ma nonostante tutto preferisce uscire con la promessa che non faremo troppe cose o che eventualmente, se non si  sente molto bene, tornerà all’appartamento come ha fatto ieri. Come prima meta ovviamente c’è la colazione.

E’ il turno di Junior’s Cheesecake. Scegliamo la sede che si trova vicino a Times Square e seduti ai tavolini della veranda della pasticceria, gustiamo una buonissima ed enorme fetta di Cheesecake ai frutti di bosco. In due facciamo fatica a finirla! Il nostro obiettivo per stamattina è quello di andare all’Intrepid Space Museum, uno dei pochi posti a cui tiene Alberto (ha una vera e propria passione per navi, aerei e spazio). Ci incamminiamo così in direzione Hudson ma ci fermiamo subito dopo attratti dal museo Spy The Exhibit, compreso nella NYPass. Si tratta di una mostra deidcata allo spionaggio made USA…una vera e propria americanata, ma tutto sommato è interessante per studiare il loro modo di vedere il mondo. Dopo questa deviazione sul programma, continuiamo a camminare fino alla famosa portaerei. Decidiamo di aggiungere al biglietto compreso nel pass, quello per lo Shuttle Enterprise che è momentaneamente ospitato in questo museo. La visita è interessante…più per Alberto che per me…ci sono pezzi di navicelle spaziali, aerei ed elicotteri militari, lo shuttle ed infine, con un po’ di fila perché si entra in piccoli gruppi, un sottomarino, che per la mia claustrofobia non è proprio il massimo (si cammina in fila in corridoi molto stretti ed hai la sensazione di non poter andare né avanti né dietro).

L’intenzione iniziale era quella di utilizzare la carta per una crociera di 3 ore intorno a Manhattan, ma quando usciamo dall’Intrepid è ormai tardi e quindi cambiamo i nostri piani, scegliendo di dedicare l’intera giornata alle passioni di Alberto: il Museo di Storia Naturale, reso famoso dal film Una notte al Museo. Prima di entrare pranziamo ad un ristorante messicano li vicino, il The Great Burrito, che Alberto aveva selezionato cercando su internet. Il locale è molto piccolo ed è inizialmente vuoto, cosa che normalmente ci preoccupa abbastanza, ma io ho molta fame e soprattutto voglia di messicano. Quindi decidiamo di sederci lo stesso e scegliamo un Burrito con Pollo Chipotle, panna acida e riso ed un Butana Mexicana, ossia fagioli neri e rossi con guacamole, il tutto accompagnato da una salsa al pomodoro, una piccante e nachos. I piatti sono abbondanti e buonissimi! E dopo poco il locale si riempie. Scelta indovinatissima!
Dopo pranzo entriamo al museo. Con il pass alcune sezioni non sono visitabili ma il museo anche così è davvero troppo grande e stancante. Inoltre, la parte dedicata agli animali esistenti e alle popolazioni non è altro che una serie di scenografie e sculture che rappresentano le varie parti del mondo, con usi e costumi. Molto più interessante è la sezione dedicata ai dinosauri (divertente la scoperta dell’esistenza di un Albertosaurus e di uno Styracosaurus Altertensis) e quella sui minerali.

Dopo diverse ore di cammino, stanchi del museo, usciamo e ci riposiamo un po’ nel vicino Central Park, prima di prendere un autobus in direzione Funivia per Roosvelt Island.
La funivia ti permette prima di tutto di vedere le strade piene di traffico dall’alto. E’ sera e le luci delle macchine creano un disegno davvero bello da vedere. Inoltre dalla piccola isola di Roosvelt si ha un bel panorama sia su Manahattan che sul Queens. Dopo innumerevoli foto torniamo indietro. Accanto a Bloomigdale vediamo un negozio di caramelle super colorato, il Dylans Candy Bar, dove prendo la bevanda che mi accompagnerà per il resto del viaggio: il Caramel Mocha, una specie di cappuccino caldo al caramello, molto dolce ma davvero buono…crea quasi dipendenza!

Per la cena, ci riavviciniamo a Times Square per assaggiare i piatti di Red Lobster. Facciamo circa mezz’ora di file prima di poter entrare e sederci. Ma…poco prima di ordinare…Alberto scopre che le Lobster, che per noi erano le aragoste, sono in realtà dei grossi astici. Alberto mi spiega la differenza tra i due, anche se io onestamente non ne capisco nulla. Prendiamo comunque una Clam Chowder, ossia una zuppa di vongole con patate e panna, tipica di Boston e del Maine, davvero molto buona ed un piatto misto con Lobster, Crab legs (chele di granchio), e gamberetti, serviti con una salsa al pomodoro e burro fuso. Scopro così che l’aragosta (o astice che dir si voglia) non mi piace più di tanto ma che adoro queste lunghe chele polpose intinte nel burro…una vera meraviglia. Ci portano come accompagnamento una insalata mista. Super pienissimi e soddisfatti della giornata e della cena, torniamo verso il nostro alloggio.

– ritorna all’itinerario con i link alle varie tappe del viaggio-

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2 commenti

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