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Viaggiare con bambini: la difficile arte del ‘ce la posso fare’

“Ce la posso fare” è l’espressione che penso più spesso da quando abbiamo iniziato a viaggiare con bambini, anzi con un solo pupetto, che con due sinceramente non so ancora cosa possa voler dire, ma vagamente lo posso immaginare…

Viaggiare con bambini

Ovvero la difficile arte del “ce la posso fare”.

Viaggiare con bambini

Foto Pixabay

Cosa comporta organizzare un viaggio con bambini al seguito?

Viaggiare con bambini si può, ma è difficile. Inutile raccontarsi sciocchezze. Andrete incontro a stress, deliri da organizzazione, paure legate a possibili imprevisti etc… E sicuramente non è per tutti. E’ una vera e propria scelta di vita. Dovrete sedervi a tavolino, valutare pro e contro e decidere sapendo bene cosa può significare.
Non vedrete tutto quello che vorreste per esempio. Scordatevi i tour de force senza sosta che facevate prima di avere un figlio. Vuol dire dover cambiare piani perché al piccoletto è venuto sonno e non ne vuol proprio sapere di dormire mentre voi visitate un museo; vuol dire doversi mangiare un panino di corsa perché proprio il giorno in cui volevate provare quel fantastico ristorante lui ha la luna storta. Significa visitare alcuni monumenti a turni o saltarne altri perché troppo complicati.
Significa bagagli decisamente più ingombranti, anche adattandovi dovrete comunque portare pannolini, attrezzature per il cambio, vari strati di vestiti “che non si sa mai” ed eventualmente cibo e acqua anche se andate solo a fare una passeggiata sotto casa: figuratevi in viaggio!!!

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Viaggiare con bambini: la scelta delle mete

Sono certa che, organizzandosi bene e rispettando le loro e le nostre esigenze, con in bambini si possa andare quasi ovunque, ma non è questa la scelta che abbiamo fatto noi (rispetto e, in alcuni casi, ammiro chi fa una scelta diversa dalla nostra).  Noi siamo persone abbastanza “ansiose” e che vogliono stare sereni (già lo siamo nelle scelte che riguardano solo noi) e la nascita del piccolo ha amplificato questo nostro comportamento, quindi optiamo sempre per destinazioni dove siamo sicuri possa esserci una buona copertura sanitaria, ci siamo dotati di assicurazione annullamento e scegliamo appartamenti o hotel migliori rispetto alle “bettole” 😀 a cui eravamo abituati prima.

Viaggiare con i bambini nelle loro diverse fasi

Ogni età ha il suo grado di semplicità e di complicazione, e di conseguenza influenza lo stile di vita e di viaggio.
A pochi mesi (fino a circa 3 o 4 mesi) è tutto più semplice perché i neonati stanno davvero ovunque, dormono spesso, allattano e l’unica vera preoccupazione è cambiarli. Però i bimbi così piccoli a volte danno più preoccupazioni perché sono meno in grado di segnalarti eventuali disagi.
Quando il bambino inizia a crescere comincia ad avere le sue esigenze: ad esempio il sonno diventa più leggero, ha i suoi orari e si innervosisce se non vengono rispettati, interagisce quindi vuole giocare, ama cambiare posizione, inizia lo svezzamento, anche cambiarlo è più difficile perché è più pesante, più grande, si muove di più etc…
Quando sarà in grado di camminare o di esprimere chiaramente le sue preferenze… bè saranno problemi! Ma ne parleremo più in là!!! 😀
Quindi, come dicevo all’inizio del paragrafo, viaggiare con bambini si può, ma dovete essere ben consapevoli che molto probabilmente sarà stressante.

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Ma quindi, perché viaggiare con bambini?

La mia risposta è semplice. Perchè non riesco ad immaginare la mia vita senza i viaggi.
Ho sempre pensato di voler avere una famiglia, adoro i bambini ed il mio piccoletto è la cosa più bella mai fatta in 35 anni di vita, non tornerei indietro per nulla al mondo. Però fin da quando pensavo al mio futuro di madre, mi sono sempre ripromessa che non avrei smesso di vivere. E per me vivere significa uscire, passeggiare all’aria aperta, viaggiare, mangiar fuori… E sembrerà sciocco ma vivere queste esperienza con il mio bimbo le rende ancora più meravigliose: abbracciarlo a Piazza del Campo a Siena, o sul trenino turistico di Ginevra, mentre osserviamo il bel mare del Salento…hanno ingigantito le mie emozioni, ed i viaggi sono stati stancanti ma bellissimi.
Ed in fondo, è meglio così anche per lui… a chi dice che tanto i bambini non si ricorderanno nulla rispondo che è vero. E che sicuramente è una scelta in parte egoistica. Ma… esiste un ma enorme come una casa: i bambini sono delle spugne, assorbono da noi ogni piccola variazione d’umore. Sono felici e sereni se noi siamo felici e sereni. Se io mi auto-costringo a vivere che non è la mia, chiusa in casa e ne sono frustrata, come farà lui a non risentirne?
viaggiare con bambini

Foto Pixabay

Ovviamente lo ripeto: è una scelta. Chi sceglie di non uscire o di non viaggiare perché così sta meglio fa benissimo a farlo e sta seguendo il mio stesso filo di pensiero: essere felici noi come singole persone e noi genitori come coppia, per rendere felici i nostri figli!!!
Faccio una precisazione perché so bene quante polemiche e critiche possano scatenare post del genere.
Quello che scrivo  è frutto della mia personale esperienza e non è detto sia valido per tutti!
Noi siamo fortunati (almeno finora): il nostro piccoletto è in realtà molto molto accomodante, piange poco, è abituato a stare in giro e a fare la pappa un po’ ovunque, non fa problemi con il dormire in hotel (anzi sembra quasi che gli piaccia), non fa molti capricci, sorride spesso e a tutti quelli che incontriamo… noi ci siamo abituati a cambiarlo davvero ovunque, anche in condizioni poco favorevoli, a dargli da mangiare nel passeggino o in braccio a me, e, all’occorrenza, a farlo dormire con noi (non i primi mesi però, in quel caso dormiva tranquillamente nella navicella. Dal 5 mese, piu o meno, che è passato alla culla, se non è disponibile in hotel, lui dorme nel lettone) quindi non portiamo con noi neanche moltissime cose. In giro sta abbastanza a lungo nel passeggino e gli piace moltissimo il marsupio, sia per guardarsi intorno che per dormire.
E’ anche vero che noi non gli diamo modo di piangere o lamentarsi, se lui ci fa capire che ha una esigenza tendiamo a prenderlo subito in braccio e a giocarci (moltissimo), oltre che a parlarci tantissimo, raccontandogli tutto quello che facciamo (anche se ancora non è in grado di capire), ridiamo e cantiamo continuamente con lui e per lui  e questo probabilmente influisce positivamente sul suo essere sempre sorridente e accomodante.

Viaggiare con bambini: le nostre conclusioni

Ad 8 mesi dalla nascita, dopo tantissime passeggiate a Roma, molti ristoranti, qualche gita fuori porta, un week end a Siena, un viaggio a Ginevra, quattro giorni in Salento e tanti weekend tra Calabria e Puglia, dalle nostre famiglie,  a lui piace stare all’aperto, ce ne accorgiamo proprio, è un bambino solare e curioso, gli piace guardarsi attorno ed io spero che cresca sempre così, con la curiosità negli occhi e la voglia di scoprire il mondo! Per il momento le nostre conclusioni sono più che positive, viaggiare in tre ci piace moltissimo e speriamo di continuare a farlo anche in futuro!
Sono certa che sarà meraviglioso osservare ogni piccolo dettaglio attraverso i suoi occhi!
viaggiare con bambini

Foto Pixabay

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