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Teatro dell’Opera alle Terme di Caracalla: Nabucco

Ogni estate il Teatro dell’Opera sposta la sua sede nelle suggestive Terme di Caracalla. Ogni anno vengono proposti spettacoli differenti (QUI il link per visionare il programma ed acquistare i biglietti). Un paio di anni fa abbiamo avuto la fortuna di assistere al Nabucco…ecco per voi le emozioni di Corrado.

Lo ammetto, pensavo di sentirmi un po’ come Renato Pozzetto ne Il ragazzo di campagna. Cioè il mio approccio è stato molto molto in punta di piedi. Mai stato prima all’opera, di Nabucco sapevo solo il vero nome del personaggio, Nabuccodonosor, re degli Assiri, e la trama dell’opera letta su Wikipedia nel pomeriggio.
Ah no, sapevo anche che quando Verdi l’ha portata in scena a Milano molti lanciarono in teatro foglietti con la scritta VIVA VERDI collegando il messaggio dell’opera alle istanze unitarie risorgimentali: Viva Vittorio Emanuele Re D’Italia. Poi in fin dei conti questo episodio l’ho visto in un film tv: sarà vero?
E invece no, anche gli ignoranti possono andare all’opera. Costa quanto il biglietto del concerto di un qualsiasi cantante italiano di quelli che riempiono i palazzetti e gli stadi. A me l’ha regalato questa santa donna che mi è seduta accanto ora, perché erano anni che mi ripromettevo di vedere il Nabucco.

Foto scaricata dal sito ufficiale https://www.operaroma.it/spettacoli/nabucco/

Tutti mi avevano messo in guardia: non si capisce niente, il canto lirico non è come la recitazione degli attori nei film! Dopo un po’ ti annoi!
Purtroppo ho visto gente addormentarsi durante la rappresentazione, ma onestamente mi sono chiesto che cavolo ci son venuti a fare… Io ho seguito TUTTO con grande attenzione e interesse. Mi sembrava di seguire un thriller. Ovviamente, come in tutte le cose, bisogna anche sapersi aiutare ed organizzare.
Ho seguito le parole sfruttando i libretti disponibili gratuitamente on line, oppure guardando il testo proiettato (in italiano e inglese) ai due lati del palco.

Le Terme di Caracalla sono lo splendido scenario estivo del Teatro dell’Opera di Roma. Ho trovato un’organizzazione perfetta. Ci hanno persino accompagnato ai nostri posti. Tutto è ordinato, anche i bagni (in genere abbandonati a se stessi nei luoghi delle manifestazioni estive all’aperto) erano in perfette condizioni.

Ma tutto questo è sinceramente secondario. Ho amato l’opera che ho visto, il Nabucco, musicato da Giuseppe Verdi su libretto di Temistocle Solera. I librettisti sono geni sfigati, non li ricorda mai nessuno eppure sono stati fondamentali…

Mi ha colpito tantissimo l’aria del Va’ pensiero. Magari dico una cosa ovvia, lo so. Era l’unico passaggio che conoscevo già dell’opera, è quello che conoscono tutti. Però credevo che avrei sentito un coro “urlato” (passatemi il termine), cantato a gran voce. Invece ho visto un enorme gruppo di schiavi ebrei chiusi dietro una recinzione che, quasi come un lamento, cantava in maniera soffusa, con commozione, il ricordo della patria distrutta dagli Assiri e perduta. Man mano che l’aria andava avanti e la sofferenza di questi schiavi si intensificava, si sono schiacciati tutti contro la rete, stringendone le maglie, illuminati in maniera più netta, tutti vestiti nello stesso identico modo, disumanizzati nel modo che siamo abituati ad associare a situazioni ben più vicine a noi, che hanno visto ancora gli Ebrei confinati, torturati, uccisi… Ma quell’immagine mi ha fatto tornare in mente anche disgrazie di questi giorni, persone arrivate dal mare in cerca di una vita migliore e finite dentro recinzioni come prigionieri senza scampo e senza misericordia.

 

Nella mia ignoranza ho sempre pensato che l’arte in realtà sia questo, un potente attivatore, una suggestiva metafora. E alle Terme di Caracalla con il Nabucco ho sentito questo.
Sono felice di aver avuto questa opportunità e non vedo l’ora di tornare per vedere nuove opere, ed esplorare questa forma d’arte a me quasi sconosciuta.

Testo di Corrado

 

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