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A spasso per i sapori di Torino

Dopo avervi suggerito cosa vedere a Torino grazie ai consigli di #inviaggiocoiblogger, oggi torniamo a parlare della città piemontese con Roberto, che ci racconta i sapori di Torino.

A spasso per i sapori di Torino

Sono passati quattro anni da quando mi sono trasferito a Torino. E lo ammetto, più che un amore a prima vista è stato un lento corteggiamento fatto di lunghe di passeggiate per il centro storico, rilassanti letture sul prato in riva al Po e…cibo, tanto cibo!

Perché, almeno a mio modo di vedere, non c’è modo migliore di entrare nel mood di un luogo che farne proprie le tradizioni gastronomiche. Torino, in questo, ha così tanto da dire che non basterebbe un’enciclopedia, figurarsi un solo post!

Io però amo le sfide impossibili. Quindi ecco per te un mini itinerario per una giornata in città scandita dalle sue specialità. A partire dalla colazione!

Una dolce pausa in un caffè storico di Torino

Vivere Torino come un torinese significa fare onore alla plurisecolare tradizione del caffè. Inteso come bevanda – la Lavazza è stata fondata a Torino nel 1895 – ma anche e soprattutto come luogo di ritrovo.

Alcuni di questi locali sono veri e propri musei, di un’eleganza fuori dal tempo, con gli arredi originali dell’epoca, gli ampi specchi e gli sfarzosi lampadari di cristallo, gli stucchi e i legni intarsiati. Per non parlare delle dolci delizie che vengono servite dagli impeccabili camerieri in uniforme. I miei indirizzi preferiti?

Comincerei dal primo amore, quello che non si scorda mai: Platti, con le enormi specchiere e gli arredi d’epoca, che per me significano pausa dalla frenesia della città, in compagnia di una tisana e di una pasta di meliga.

Passeggiando sotto i portici verso il centro, ecco Baratti e Milano: quando ho voglia di un quarto d’ora di nobiltà mi piace venire in questo caffè in Galleria Subalpina, a due passi da Piazza Castello. Lo sfarzo degli arredi è secondo soltanto all’indimenticabile selezione di cioccolate calde.

Ultimo, ma non ultimo, il Bicerin, là dove è nata la bevanda a base di caffè, cioccolata e crema di latte di cui pare andasse ghiotto Camillo Benso di Cavour (ma anche io non scherzo). Il locale è una scatola del tempo, dove, da un momento all’altro, ti aspetti sempre che possa entrare un nobile in livrea o una elegante madamina.

Il rito dell’aperitivo e della merenda sinoira

Sapevi che l’aperitivo e l’apericena sono invenzioni torinesi? Il primo deve la sua nascita ad Antonio Carpano, che nel 1786 creò una miscela di vino bianco ed erbe aromatiche passato alla storia come vermouth (e se ti interessa saperne di più, da Eataly Lingotto troverai proprio il museo Carpano).

La seconda ha un’origine ancora più antica, risalente alle merende che i contadini erano soliti fare di rientro dai campi. Cibi semplici come un tozzo di pane con del formaggio e del salame, ma anche un pezzo di frittata, un peperone in salsa di aglio e acciughe (la famosa bagna caoda) e in periodi più floridi, qualche fetta di vitello con sopra la salsa tonnata. Il suo nome? Merenda sinoira, una “signora merenda”.

E quando si parla di merenda sinoira, a Torino, non si può non fare tappa da Ranzini, un minuscolo bar poco lontano dalla cattedrale, un luogo di ritrovo storico che ancora mantiene nel menù i grandi classici della cucina piemontese, dai tomini al verde al panino con la lingua, fino agli immancabili taglieri di salumi e formaggi accompagnati da un buon calice di barbera o nebbiolo.

http://www.vivotorino.it/dove-fare-aperitivo-a-torino/

Si legge “piola”, si pronuncia “tradizione”

Se l’aperitivo ha fatto il suo dovere “aprendo” lo stomaco, è cosa buona e giusta completare il tour gastronomico in città con una serata in piola, l’equivalente piemontese della trattoria, dove mangiare tanto e bene, spendere poco, intrattenersi in chiacchiere e vino fino a chiusura.

Trovare una vera piola a Torino è ormai merce rara, ma nonostante l’imperversare delle cucine etniche o gourmet alcuni locali resistono egregiamente alla tentazione del cambiamento. Ne sono un po’ geloso, ma voglio condividere con te le mie ultime tre scoperte:

Il camaleonte, come amano definirsi loro una piola 2.0, dove la tradizione viene reinterpretata ma non snaturata. Il menù cambia spesso, ma se li trovi, assaggia gli agnolotti burro e salvia all’amaretto.

La trattoria Antiche Sere ha un mix di antipasti che è il perfetto bignami delle specialità piemontesi. Prova anche la deliziosa milanese in carpione, magari d’estate, sotto il pergolato del cortile interno.

La Piola d’le 2 Sorele è un po’ fuori dal centro città, ma vale bene il viaggio. Se avessi una nonna piemontese, cucinerebbe come si cucina qui, col cuore. E a dei prezzi irreali anche per una città economica come Torino.

http://www.vivotorino.it/migliori-piole-torino/

E mi raccomando, a fine pasto non farti mancare un San Simone, l’amaro torinese per eccellenza. Sarà il modo migliore per concludere il tuo viaggio e salutare la città. Cerea Turin, arrivederci Torino!

(Testo e foto di Roberto di VivoTorino)

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